Ultima modifica: 24 ottobre 2017

Scoprire San Biagio della Cima

Il paese di San Biagio della Cima è situato nella Riviera dei Fiori, nella vallata del Verbone, a pochi chilometri dal mare.
È facilmente raggiungibile percorrendo la strada Provinciale 59 che si dirama dall’Aurelia all’altezza di Vallecrosia.
Arrivando dall’Autostrada dei Fiori l’uscita è quella di Bordighera se si proviene da est, mentre proveniendo da ovest l’uscita è quella di Ventimiglia.

La stazione ferroviaria di riferimento è Vallecrosia.

All’interno del paese si possono ammirare: la bella chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano, risalente al 1497, ma completamente rifatta tra il 1777 ed il 1779 su progetto Andrea Notari;
presenta una pianta ellittica ed al suo interno troviamo una pregevole statua di San Sebastiano attribuita alla scuola del Maragliano,
oltre ad ornati e stucchi eseguiti nel 1784 da Pietro Notari e Pietro Lucchesi;

l’oratorio di Nostra Signora Assunta, di origine tardo medioevale;

la chiesa di San Biagio (presso il cimitero) già citata in un documento del 1259, a delta di molti una delle chiese più vecchie della provincia, trasformata varie volte dal XVll secolo ad oggi.

Al di fuori dell’abitato si trovano altri interessanti edifici religiosi, la cui ubicazione rispecchia l’impianto a stella del paese  dovuto allo sviluppo del vari percorsi provenienti dal fondovalle.

Da segnalare:

in direzione di Dolceacqua, la chiesa dì Nostra Signora dei Dolori, ampliata nel 1852, al cui interno trova posto il gruppo in stucco della Pietà opera di Pietro Notari (XVIII sec.).

Sullo spartiacque con la Val Nervia, la chiesa della Santissima Annunziata,  caratterizzata dal tipico portico esterno per accogliere i pellegrini ed i viandanti;

in  direzione di Vallebona, la chiesa campestre di San Sinforiano.

Nei dintorni del paese, soprattutto sul crinale, si trovano ancora numerosi ovili in pietra a secco, molto particolari, detti “cortì” nel dialetto locale.
La flora tipica della zona è caratterizzata da macchie di lentischi, pini, ginestre selavatiche, erbe aromatiche quali timo e rosmarino, oltre ad alcune specie protette tra cui Ophrys fuciflora (fore dei fuchi), Orchis purpurea (orchidea purpurea), Cytinus Hypocistis (ipocisto comune).

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